Periodontal Risk Assessment (PRA) di Lang e Tonetti
Il PRA (2003) stratifica il rischio individuale di progressione nella terapia parodontale di supporto (SPT). È il motore che, insieme a stadio e grado, guida l’intervallo di richiamo nel calcolatore Bonebenders.
Ruolo del PRA nella SPT
Dopo la terapia attiva, il paziente entra in terapia di supporto. Il rischio di progressione non è uniforme: alcuni restano stabili con richiami lunghi, altri riprendono a perdere attacco se gli intervalli si allungano. Il PRA traduce parametri clinici misurabili in una categoria di rischio (basso, moderato, alto) usata per personalizzare la frequenza dei controlli.
Usare il PRA in modo sistematico evita due errori simmetrici: trattare tutti i pazienti post-terapia con lo stesso richiamo “di abitudine”, oppure modificare la frequenza solo dopo una recidiva evidente. La stratificazione anticipa il rischio invece di rincorrerlo.
I sei fattori
Il modello classico rappresenta sei vettori su un diagramma radar funzionale:
- Sanguinamento al sondaggio (BOP) — percentuale di siti che sanguinano; marcatore di infiammazione attiva (≤9% basso, ≤25% moderato, >25% alto).
- Tasche residue ≥5 mm — numero di siti profondi residui dopo terapia (≤4 / ≤8 / >8).
- Denti mancanti — conteggio su 28 denti (esclusi i terzi molari), qualsiasi causa — distinto dai denti persi per parodontite usati nello staging.
- Rapporto perdita ossea / età — RBL al sito peggiore divisa per l’età (≤0,5 basso, ≤1,0 moderato, >1 alto).
- Condizioni sistemiche/genetiche — diabete, polimorfismo IL-1, stress o immunosoppressione: presenza → alto rischio su questo vettore.
- Fattori ambientali — fumo: non fumatore/ex (>5 anni) basso; occasionale/moderato medio; ≥20 sig/die alto.
Il profilo complessivo produce la categoria di rischio (basso: al più un vettore moderato; moderato: ≥2 moderati oppure 1 alto; alto: ≥2 alti), allineata a Lang–Tonetti e agli strumenti di riferimento come periostools.org / perio-tools.com/pra.
Interpretazione clinica
- Basso rischio: profili favorevoli su BOP, tasche residue e modificatori; richiami tipicamente più lunghi.
- Rischio moderato: mix di fattori residuali; richiede monitoraggio più stretto.
- Alto rischio: più vettori sfavorevoli (infiammazione, tasche profonde, fumo, perdita ossea/età elevata); richiami corti e rinforzo della motivazione.
Cosa aggiunge questo calcolatore
Il nucleo PRA rimane compatibile con periostools.org. In più lo strumento integra staging/grading EFP/AAP 2017, valutazione di stabilità post-terapia e un intervallo di richiamo in mesi (con tetti per stadio IV, grado C e instabilità), invece della sola raccomandazione qualitativa “mantieni / intensifica / riferisci”.
PRA e classificazione 2017
Staging/grading descrivono la diagnosi attuale; il PRA stima il rischio di progressione futura in SPT. Sono complementari: uno stadio III con grado C e PRA alto richiede terapia di supporto più intensiva di uno stadio II con grado A e PRA basso. Per lo staging conta solo la perdita dentale da parodontite; per il PRA conta il totale dei denti mancanti su 28.
Raccolta dati in visita di supporto
Il PRA è affidabile solo se i dati sono aggiornati. A ogni visita di SPT registra almeno: BOP a piena bocca, conteggio delle tasche ≥5 mm, denti presenti/persi, stima radiografica aggiornata quando indicata, stato di fumo e controllo sistemico. Un PRA calcolato su dati vecchi di anni sottostima o sovrastima il rischio attuale.
Quando un fattore migliora (cessazione del fumo, BOP in calo, tasche ridotte), il rischio può scendere e l’intervallo di richiamo può allungarsi — ma solo dopo aver ricalcolato l’intero profilo, non per impressione clinica isolata.
Limiti del modello
Il PRA non include tutti i determinanti possibili (compliance, accesso alle cure, abilità di igiene, bifosfonati, gravidanza, ecc.). Resta uno strumento di stratificazione, non un sostituto del giudizio. In pazienti con storia di progressione rapida nonostante un profilo “moderato”, è legittimo mantenere richiami più corti.
Nel calcolatore
Inserendo BOP, tasche ≥5 mm, denti mancanti (su 28), perdita ossea, età, fattori sistemici/diabete e fumo ottieni il profilo PRA allineato a periostools, più stadio/grado e l’intervallo di richiamo in mesi (con correzione per stadio IV, grado C e instabilità). Usa il risultato per spiegare al paziente perché i controlli non sono “tutti uguali” e per documentare la logica del mantenimento.
In team multidisciplinare (igienista + odontoiatra + parodontologo) il PRA diventa un linguaggio condiviso: tutti vedono gli stessi sei vettori e la stessa categoria di rischio. Ciò riduce la variabilità tra operatori nel fissare i richiami e rende più trasparente il passaggio di consegne quando il paziente cambia professionista di riferimento.
Se un vettore è incerto (es. radiografia datata o conteggio BOP incompleto), annotalo e non forzare una categoria “precisa”: è meglio un PRA aggiornato alla visita successiva che un profilo apparentemente completo ma costruito su dati fragili.
Domande frequenti
Il PRA sostituisce lo staging?
No. Il PRA non classifica la gravità anatomica; stratifica il rischio di progressione per pianificare i richiami.
Devo ricalcolare il PRA a ogni visita?
Sì, quando cambiano BOP, tasche residue, fumo o controllo sistemico. Il rischio non è una etichetta permanente.
Serve un software dedicato?
No. I sei fattori si raccolgono nella visita di routine; il calcolatore gratuito li combina secondo la logica Lang–Tonetti e le correzioni cliniche adottate dallo strumento.
Apri il calcolatore gratuito e ottieni stadio, grado, PRA e intervallo di richiamo dai parametri clinici.
Vai al calcolatoreQuesta guida non sostituisce una visita specialistica: è un supporto alla decisione clinica, da interpretare nel giudizio professionale.
Riferimenti scientifici
- Lang NP, Tonetti MS. Periodontal risk assessment (PRA) for patients in supportive periodontal therapy (SPT). Oral Health Prev Dent. 2003;1(1):7-16. PubMed
- Matuliene G, et al. Influence of residual pockets on progression of periodontitis and tooth loss. J Clin Periodontol. 2008;35(8):685-695. PubMed
- Trombelli L, et al. Supportive periodontal therapy. J Clin Periodontol. 2015;42 Suppl 16:S161-S170.